Ciclisti una tantum

INIZIATIVA CRITICAL SCHOOL, GENITORI E BAMBINI VANNO IN BICICLETTA ALLA SCUOLAAndare a scuola a piedi o in bicicletta dovrebbe essere normale e pure garantito da minime misure di adeguamento delle strade alla sicurezza di chi non usa l’auto. Invece,  siccome non lo è, si devono organizzare giornate speciali per dimostrare che, a certe condizioni,  è possibile farlo. Oggi 300 bambini sono andati  a scuola in bicicletta scortati dai genitori,  dai ciclisti volontari della Critical Mass ed anche dai vigili urbani di Milano e di altre grandi città italiane. Per indicare la novità all’iniziativa è stato affibbiato il solito nome inglese, Bike to School Day, come dire oggi è così domani si vedrà.

Nella città in cui vivo un’associazione che promuove l’uso della bicicletta e l’amministrazione comunale hanno realizzato una guida per ciclisti urbani con al primo punto questa raccomandazione: non pensate di usare la bicicletta al posto dell’auto, non andate sulle strade troppo trafficate, scegliete itinerari alternativi magari dotati di piste ciclabili. In buona sostanza il messaggio della raccomandazione è il seguente: le strade in generale sono per le auto, quelle secondarie lo sono un po’ meno quindi adattatevi se volete sopravvivere, e se siete fortunati sul vostro percorso troverete anche qualche pista ciclabile.

I want to ride my bicycle, I want to ride where I like, recita un verso di una famosa canzone dei Queen.  Se andare in bicicletta è bello e piace anche ai bambini sarebbe ancor meglio non avere così tante limitazioni. Come le piste ciclabili, senza le quali uno se la deve cavare un po’ come può e comunque sempre a suo rischio e pericolo. Se poi si fa notare che nelle nostre città i tratti di piste ciclabili sono completamente autoreferenziali  e che alla lunga essi diventano per inutilità dei naturali parcheggi d’auto, la risposta che c’è da aspettarsi sarà più o meno la seguente: costa troppo affiancare a tutte le strade corsie protette per ciclisti. Se le povere casse comunali non possono affrontare il costo di infrastrutture non dedicate all’auto allora vorrà dire che piste ciclabili, marciapiedi  e tutto ciò che non ha continuità nell’organizzazione della mobilità urbana saranno da realizzarsi insieme ai nuovi interventi edilizi. Insomma  ci penserà la somma delle future lottizzazioni, programmi  di rigenerazione urbana, insediamenti per attività produttive e, ça va sans dire, complessi per la grande distribuzione a costruire la rete di infrastrutture ciclopedonali che nelle nostre città è sporadica e sparpagliata qua e là.

Nel frattempo gli amministratori comunali possono sempre sostenere iniziative di sensibilizzazione, come quella che si è svolta oggi ed ha avuto per protagonisti i bambini delle grandi città italiane (e le altre?), o come l’opuscolo a sostegno dei ciclisti urbani promosso nella città in cui vivo.

E se invece dell’incoraggiamento da parte delle amministrazioni comunali, del plauso per la sensibilità ambientale di chi sceglie di usare la bicicletta ci fosse anche qualche piccola iniziativa concreta?  Se ad esempio diventasse chiaro ed  evidente anche a chi non vuole vederlo che la presenza dei ciclisti sulle strade non è sporadica e sconsigliata fino alla prossima realizzazione della rete ciclopedonale ma un fatto del quale prendere semplicemente atto? Ecco, se le cose stessero così le amministrazioni comunali comincerebbero a progettare la normale manutenzione della segnaletica stradale con qualche piccola innovazione. Basta un po’ di vernice in più e sull’asfalto si può individuare lo spazio nel quale i ciclisti riescono muoversi riducendo i rischi di conflitto con le auto, e con qualche cartello si può ricordare agli automobilisti che alla loro destra, tra il marciapiede e le quattro ruote, c’è dello spazio che è bene lasciare a chi ne usa solo due.

Se gli assessori alla mobilità anziché scortare i piccoli ciclisti dessero qualche indicazione agli uffici tecnici, garantirebbero a chi ha partecipato all’iniziativa di oggi  che non dovrà aspettarne un’altra simile per pedalare fino a scuola e per sperimentare di nuovo ciò che altrimenti sarebbe estremamente rischioso fare.

 

Riferimenti

P. Marelli, Bimbi a scuola in bici accompagnati dai genitori. Iniziativa organizzata da Critical Mass, 29 novembre 2013, Corriere della Sera

Il “manuale di sopravvivenza” per i pedalatori urbani, 27 novembre 2013,Varesenews

Sul rapporto tra forma della città, infrastrutture urbane e mobilità sostenibile si veda anche:

F. Bottini, La Sosta Sostenibile, 30 settembre 2013, Millennio Urbano

M. Barzi, Heels on Wheels. Corso di sopravvivenza per cicliste urbane, 5 ottobre 2013, Millennio Urbano

F. Bottini, Non si uccidono così anche i ciclisti?, 12 novembre 2013, Millennio Urbano

F. Bottini, Ayatollah a pedali, 24 novembre 2013, Millennio Urbano

 

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