Il creazionista nel rogo della Città della Scienza

Il rogo della Città della Scienza a Napoli è stato con ogni probabilità voluto dalla Camorra –  interessata al giro di affari di milioni di euro che ruota attorno alla bonifica ed alla vendita dei suoli di Bagnoli – o, almeno, questa è la pista seguita dagli inquirenti napoletani. Tuttavia a preannunciare questa violenta cancellazione c’era il declino della trasformazione dell’area urbana che ospitava lo stabilimento siderurgico, come ha anche denunciato da Vezio De Lucia cui si deve il progetto di riconversione. 

Eppure, anche al lordo dei fallimenti delle amministrazioni di sinistra che hanno guidato la città da vent’anni a questa parte, la trasformazione di Bagnoli è uno dei pochi casi italiani di riconversione di un’area industriale in spazio pubblico. E questo evidentemente deve essere l’aspetto negativo di tutta l’operazione, ciò che implicitamente disturba, ad esempio, la sensibilità ideologica della stampa italiana di destra.

Il Foglio non si è fatto scrupolo di gioire per il rogo e in un articolo, a firma di Camillo Langone, giustificava tanta esultanza con la motivazione che nella Città della Scienza si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici”.(…)  Il darwinismo è una forma di nichilismo e secondo il filosofo Fabrice Hadjadj dire a un ragazzo che discende dai primati significa approfittare della sua natura fiduciosa per gettarlo nella disperazione e indurlo a comportarsi da scimmia. Dovevano bruciarla prima, la Città della Scienza.

Langone, collaboratore abituale de Il Giornale e di Libero, aveva già dimostrato il suo calibro di maître à penser  riguardo ai temi della specie umana e della  (pro)creazione quando su quest’ultimo giornalesi era così espresso a proposito del calo delle nascite: Io sono di destra perché sono realista: le ideologie e le utopie non me le bevo. (…) Ebbene, gli studi più recenti denunciano lo stretto legame tra scolarizzazione femminile e declino demografico. (…) Il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione e se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà.

Evidentemente la destra italiana per sostenere le ragioni di chi ha appiccato il rogo di Napoli si affida agli scimmiottatori degli ultra conservatori americani.  I modelli sono l’ambientalista del Tea Party e trivellatrice in nome di Dio Sarah Palin o l’ex candidato alle primarie repubblicane Rick Santorum, per il quale i cambiamenti climatici vanno contrastati perchè minacciano l’uomo, mica l’ambiente. Insomma bisogna che la politica si ispiri alla Bibbia e non certo alla scienza in materia di inizio e fine vita, ma anche di creazione ed evoluzione.

Si può anche inorridire di fronte alle ridicole scopiazzature di Langone  ma non bisogna dimenticarsi del sostegno che più o meno esplicitamente danno a chi ha cancellato un’esperienza, purtroppo mal gestita, di trasformazione pubblica di un’area industriale.La quale – è bene ricordarlo – aveva tutte le caratteristiche dell’ILVA di Taranto, disastri ambientali compresi.

Riferimenti

C. Langone. Dovevano bruciarla prima, Il Foglio, 7 marzo 2013