Categorie
Ambiente Cittadinanza Risorse

Nepal: alternative allo sviluppo

Le cronache sui terremoti che in questi giorni hanno sconvolto il Nepal si sono concentrate sulle migliaia di morti nella grande area urbana di Kathmandu e sulle zone turistiche ai piedi dell’Himalaya, assai meno sulle zone rurali, già poco accessibili ed ora irraggiungibili per via del crollo delle poche infrastrutture esistenti. Esse tuttavia rappresentano la realtà nepalese in proporzione assai maggiore delle aree urbane o soggette al turismo.

Il Nepal conta attualmente circa 30 milioni di abitanti dei quali si stima che 2,5 milioni vivano nella valle di Kathmandu e circa mezzo milione nell’area di Pokhara. Il resto della popolazione vive nelle zone rurali dove l’agricoltura e la pastorizia sono le fonti sostanziali di reddito. Qui i sistemi agricoli e forestali sono intimamente connessi, tanto da rendere difficile la loro separazione o mappatura, non solo tramite immagini da satellite ma anche in loco.

Da sempre nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo i sistemi agro-pastorali e quelli forestali sono in conflitto fra loro, ma il caso del Nepal è particolare per via della sua morfologia. Infatti la maggior parte del territorio (con l’eccezione della piana del Terai) si trova in versanti scoscesi, a volte con pendenze impressionanti, e il ruolo delle foreste nella conservazione del suolo e nella regimazione delle acque è importantissimo.

 

Assemblea
Foto: W .A. Marzoli

In questo contesto le Comunità Forestali, che in Europa ha un corrispettivo negli usi civici, rappresentano un sistema di utilizzo collettivo del suolo e delle sue risorse. Il loro ruolo è stato decisivo nella determinazione di benefici socio-economici per le popolazioni locali, oltre che ambientali per gli ecosistemi del versante sud della catena himalayana, ed ha funzionato anche come freno allo spopolamento delle zone rurali. Avviato negli anni ’90 del secolo scorso, questo sistema di proprietà collettiva delle risorse è stato in grado di evitare che i contadini poveri emigrassero verso le città o le zone del paese dove si concentrano le attività turistiche,  abbandonando i territori rurali e generando fenomeni non governati di sviluppo urbano. A tutto ciò va aggiunto il significativo risultato di un aumento del 25% del reddito pro capite nelle zone interessate.

Il capitale sociale delle Comunità Forestali viene costruito attraverso processi di gestione di quello naturale che prevedono l’inclusione dei più poveri e svantaggiati, delle donne – da sempre escluse dalla titolarità dell’uso del suolo – e  il rafforzamento della coesione sociale, la diffusione delle conoscenze e lo sviluppo delle capacità individuali. Il capitale finanziario a disposizione delle Comunità viene utilizzato per l’educazione dei giovani delle famiglie più povere e per la realizzazione di infrastrutture alla scala locale, quali scuole, attrezzature sanitarie, ponti, strade, sistemi di approvvigionamento di elettricità e di acqua potabile, canali d’irrigazione, eccetera. Uno dei risultati incoraggianti registrati da questo si sistema di gestione della risorsa forestale che coinvolge 2,2 milioni di famiglie – circa un terzo della popolazione nazionale – è un significativo incremento dell’accesso al micro-credito, del quale, anche in questo caso, le donne sono le principali beneficiarie.

L’inclusione sociale è stata promossa attraverso differenti programmi che favoriscono la rappresentatività dei gruppi di popolazione svantaggiata e delle donne negli organismi decisionali (committee). Tuttavia , alcune criticità sono emerse proprio riguardo al coinvolgimento di questi soggetti: i più poveri sono spesso anche analfabeti e, insieme alle donne, faticano a conoscere e ad esercitare i loro diritti. Da questo punto di vista lo sviluppo dei sistemi educativi può esercitare un ruolo decisivo nella democratizzazione dei processi.

Un ulteriore beneficio dovuto al sistema delle Comunità Forestali è rappresentato dalla messa in opera di meccanismi di tipo REDD (Reduced Emissions from avoided Deforestation and Degradation), i quali possono generare entrate economiche attraverso i crediti di carbonio, la cui contabilizzazione è attualmente in corso di studio. A questo proposito stime recenti danno la superficie forestale del Nepal in aumento negli ultimi dieci anni e ciò è dovuto principalmente al contributo delle Comunità Forestali, fenomeno in controtendenza rispetto alla maggioranza dei paesi in via di sviluppo. E’ quindi altamente auspicabile che gli esiti degli eventi sismici non interrompano questa positiva esperienza di miglioramento delle condizioni socio-economiche delle popolazioni rurali.

Di Ospite

Millennio Urbano pubblica anche articoli di Autori esterni alla redazione e alla rete aperta dei collaboratori, sia scritti ad hoc per il sito sia ripresi da altre fonti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *