Suburbio antisociale

Spesso anche le piccole storie hanno molto da raccontare, pur se avvengono in luoghi lontanissimi e diversissimi. Specie se si riesce a coglierne qualche aspetto del contesto che le ha generate, e a trarre qualche considerazione di carattere generale a partire da specifici particolari. La vicenda di Debra Harrell, la madre single nera arrestata per aver lasciato che la figlia andasse a giocare da sola nel parco è una di queste. Vediamo perché.

L’ambiente urbano

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Foto: M. Barzi

Debra vive in una cittadina di poco più di 20.000 abitanti nel South Carolina, e mantiene se stessa e la figlia di 9 anni con il salario minimo di un impiego da Mac Donald’s.  North Augusta, la piccola città in questione, fa parte dell’Augusta Metropolitan Area, circa mezzo milione di abitanti sparsi tra due stati lungo il corso del fiume Savannah e sulla superficie di cinque circoscrizioni di contea. Il modello insediativo dominante  – basta dare un’occhiata con Google Earth  – è quello a bassa densità e a funzioni segregate: in pratica un mare di casette con giardino nel quale si distinguono, per la presenza di ampie superfici a parcheggio, le isole dedicate al commercio e alle altre funzioni. Il fatto che Debra non avesse altra alternativa che lasciare la figlia giocare da sola nel parco, distante poche centinaia di metri dal posto di  lavoro, ci racconta benissimo cosa induca un ambiente urbano consapevolmente progettato per eliminare qualsiasi senso di comunità, e basato sulla centralità dell’asse individuo-famiglia.  Anche senza conoscere la sua biografia, si può infatti ipotizzare che Debra viva in un contesto implicitamente ostile alle classiche relazioni di vicinato, quelle che avrebbero consentito uno spontaneo aiuto alla sorveglianza della bambina durante la sua assenza.

Il suburbio è il regno della famiglia

La casetta con giardino è la tipologia edilizia espressamente tagliata sulle esigenze di spazio della famiglia media (ovvero padre, madre e un paio di figli). Il fatto che sia separata da altre simili da una certa porzione di terra ha una precisa matrice ideologica: l’individuo può benissimo fare a meno di confrontarsi con la società perché è la famiglia il consorzio umano di riferimento.  Lo sviluppo suburbano delle aree metropolitane statunitensi nel secondo dopoguerra rispondeva anche all’alleggerimento degli agglomerati urbani dal “peso della società”: sparpagliando le persone fuori dagli ambienti urbani tradizionali, si sono apparentemente evitati un sacco di problemi generati dalla concentrazione. Agglomerati come quello di North Augusta, altro non sono che suburbi inseriti in aree metropolitane  dominate dallo sviluppo a bassa densità e segregato, dove si vive separati gli uni dagli altri da un pezzetto di terra, e ci si incontra al centro commerciale, a scuola, o al parco andandoci in auto. C’è addirittura un classico proverbio che recita “good fences make good neighbors“: i buoni vicini sono quelli separati da una solida recinzione.

Dominati dall’automobile

Debra aveva deciso di lasciare la figlia di 9 anni, dotata di cellulare, a giocare nel parco perché  l’unica alternativa che aveva precedentemente individuato le era stata sottratta: il computer portatile con il quale la bambina s’intratteneva al Mc Donald’s mentre lei lavorava era stato infatti rubato dalla propria abitazione.  Non c’è bisogno di essere un economista per immaginare che il salario di una impiegata di Mc Donald’s non consenta l’immediato acquisto di un altro intrattenimento elettronico e che la retta di un campo estivo fosse fuori dalla sua portata. Così il parco situato a 5 minuti a piedi dal centro commerciale nel quale il fast food è inserito è sembrata l’unica alternativa alla comprensibile noia della bambina. Ma in un ambiente dominato dall’uso dell’auto l’idea che in caso di bisogno le fosse possibile raggiungere la mamma camminando da sola per  poche centinaia di metri non deve essere piaciuta al solerte adulto che ha chiamato la polizia presupponendo che si trovasse in pericolo. Nel regno dell’automobile il pedone, soprattutto se piccolo ed indifeso, è preda di ogni malintenzionato pronto a caricarlo di peso e a farlo sparire, almeno nell’immaginario di chi lo abita. E poi un bambino che cammina lungo le strade trafficate rischia in ogni caso.

Desertificazione sociale

Se Debra si fosse trovata a vivere in una città vera e propria, a risiedere in quartiere dove avere qualche relazione con i vicini è possibile per via del tipo di abitazione, dove la concentrazione demografica consente di determinare l’utenza per servizi sociali come quelli dedicati all’infanzia, forse non si sarebbe trovata nella difficile condizione di dover fare ciò che una madre stenta davvero a fare: lasciare i figli da soli a cavarsela in un ambiente ostile. In questo caso l’ostilità nei confronti di due individui in difficoltà, come Debra e sua figlia, è rappresentata dalla mancanza di una comunità con il quale interagire. Le relazioni tra gli individui che si ritrovano nello spazio pubblico in un contesto di desertificazione sociale sono mediate dai rappresentanti dello stato e se un bambino solo genera preoccupazioni si chiama direttamente la polizia.

La morale

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Andy Warhol, Green Burning Car

Sono molte le implicazioni di questa storia che ha evidentemente a che fare anche con i problemi mai risolti della società americana con la diversità razziale. Viene infatti da chiedersi se l’equazione bambina nera sola uguale a bambina abbandonata sia scattata come effetto del pregiudizio nei confronti di una componente della popolazione.  Limitandosi a mettere a fuoco il contesto spaziale nel quale la vicenda si è svolta, è tuttavia possibile trovare una morale della storia:  essere poveri nel suburbio è anche più duro che in città.  La  risposta individuale ai pericoli della concentrazione sociale della città accetta come unico rischio possibile nella vita degli individuo l’incidente stradale, la cui serialità, simile a quella delle casette del suburbio, è stata non a caso colta da Andy Warhol. E tuttavia è l’assenza della società, surrettiziamente sostituita dalla famiglia, a costituire di per sé un fattore di rischio per l’individuo, non importa quale sia il suo reddito, la sua età o il colore della sua pelle.

Riferimenti

J. Chait, Working Mom Arrested for Letting Her Daughter Play Outside, New York Magazine, 15 luglio 2014.

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