Heels on Wheels. Corso di sopravvivenza per cicliste urbane

A female cyclist in LondonUno degli aspetti più critici della mobilità su due ruote è sentirsi in balia della corrente di traffico a quattro ruote, molto più potente e numeroso del piccolo e leggero veicolo chiamato bicicletta. In fondo ce lo  siamo scordati che non è solo uno strumento di svago per il tempo libero ma un vero e proprio mezzo di trasporto, forse perchè la maggiore difficoltà che si ha nell’utilizzarlo per spostarsi è la competizione con l’ingombrante presenza degli autoveicoli. Pedalare sentendosi tallonati da un mezzo motorizzato molto più grosso richiede sprezzo del pericolo ed una buona dose di caparbietà.

Secondo un articolo apparso sul Bike Blog di The Guardian,  sono soprattutto le donne ad essere intimidite dal traffico urbano e a rinunciare agli effetti benefici di pedalare per spostarsi. Delle 100 donne londinesi  alle quali il marchio di biciclette Pitango Bikes ha chiesto perché non ne posseggano una, 67 hanno risposta che hanno paura del traffico e 72 ammettono di non saperla riparare.  Da questa rilevazione nasce l’idea di un corso, che i fondatori del marchio hanno denominato Heels on Wheels suggerendo  alle donne  a non rinunciare ad indossare scarpe con il tacco quando stanno sulle due ruote, che insegna  loro a stare correttamente sulla strada con la loro bicicletta. Nei due incontri previsti,  alle partecipanti viene insegnato a pedalare in modo sicuro sia nelle strade principali e più trafficate che in quelle secondarie e più tranquille.  L’argomento centrale  è la visibilità. Se si è  timorosi si cerca di stare nella posizione più esterna possibile della carreggiata,  finendo così per essere poco visibili.  L’altra strategia per viaggiare sicuri su due ruote e difendere il proprio diritto alla strada senza lasciarsi impressionare da colpi di clacson o dalle urla degli automobilisti. Più che ad aumentare l’aggressività bisogna imparare a perseverare nel tenere la posizione su strada, quindi.

La prima edizione del corso di Pitango Bikes, che costa 30 sterline (36  euro)  per 90 minuti di lezione, avuto soltanto due allieve ma gli organizzatori confidano nel successo dell’iniziativa che si allinea all’obiettivo di British Cycling di far circolare un milione di donne su bicicletta entro il 2020.

Il ruolo delle donne nello sviluppo delle forme di mobilità sostenibile è decisivo perché sono la parte di popolazione che si muove, oltre per ragioni professionali e di studio, per le varie necessità legate all’attività di cura, il cui peso è ancora largamente sulle loro spalle. Certo sarà difficile  che abbandonino l’auto per andare a fare la spesa o per le necessità di trasporto dei figli, ma almeno sui loro spostamenti individuali urbani la bicicletta potrebbe diventare per le donne, più sensibili alle tematiche della protezione dell’ambiente e del benessere individuale, un’alternativa conveniente e salutare all’auto.

 

Riferimenti

Bike Blog, The course that teaches female cyclists to ‘own the road’, Oct. 2, 2013, The Guardian