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Città e televisione

#Milano2  #suburbio

Tra il 1971 e il 1979, su più di settanta ettari di terreno agricolo nel comune di Segrate alle porte di Milano, Silvio Berlusconi realizzò il quartiere residenziale dal quale partì la sua avventura televisiva. Milano 2, per uno dei suoi progettisti, rappresentava «qualcosa di completamente diverso da ciò che succedeva allora a Milano città, dove c’era lo smog. Era proprio una forma di vita». (…) Era il “sogno americano” incarnato, secondo John Foot, nella “milanesità” di Berlusconi, venduto a colpi di paginate pubblicitarie sul Corriere della Sera, con slogan come una “casa di campagna in città” o “ una casa a Milano senza lo smog e gli ingorghi di Milano” che richiamano il contesto suburbano nel quale andava in scena l’”American Dream” nella vita reale e in quella delle produzioni televisive.

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Approvato il Piano Regionale della Lombardia sul consumo di suolo, ma ora deve essere attuato

#urbanistica

In Lombardia sono ancora pochi i comuni virtuosi che hanno volontariamente deciso di ridurre il consumo di suolo. Sono invece ancora molti quelli che hanno una rilevante, o anche rilevantissima, dimensione di aree edificabili nello strumento di piano (che rappresentano un incremento anche del 30% – 50% rispetto all’edificato esistente), e non intendono ridurle. In molti casi i proprietari delle aree in questione si avvantaggiano di un plusvalore economico creato dai meccanismi attivati dalla legge regionale (LR) 31/2014, paradossalmente pensata per limitare il consumo di suolo.

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Frederick Law Olmsted, dai parchi alle città

#parchi   #forestazione urbana

  Il dipartimento forestale della FAO sta da tempo promuovendo l’Urban Forestry,  ovvero quell’insieme  di parchi, aree boscate residuali,  viali e piazze alberate,  giardini privati, che agisce come elemento di mitigazione degli effetti dell’urbanizzazione planetaria, fenomeno che riguarda ormai oltre la metà della popolazione mondiale. A questo riguardo la storia dei parchi urbani assume un’importanza particolare, perché con l’apparizione di queste aree verdi all’interno delle città – almeno in quelle occidentali  a partire da circa due secoli – veniva proclamato l’intento di mitigare gli effetti negativi di un ambiente urbano sempre più ostile alla salute, fisica e morale, degli esseri umani . Da questo punto di vista l’opera di Frederick Law Olmsted (1822-1903), progettista tra l’altro del Centra Park di New York, è particolarmente significativa e in questi estratti del saggio di Lewis Mumford egli viene celebrato come una delle figure più luminose delle altrimenti piuttosto buie Brown Decades

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Il triste stallo delle case popolari

#case popolari #social housing

Catherine Bauer è stata negli Stati Uniti una figura di riferimento sin dagli anni Trenta per le politiche pubbliche di edilizia residenziale. L’Housing Act del 1937 è stato in qualche modo influenzato dal suo lavoro di ricerca in Europa poi sfociato nel libro Modern Housing pubblicato nel 1934. In questo suo articolo del maggio 1957 per Architectural Forum vengono messe in luce le criticità dei programmi di edilizia popolare poi riprese, tra gli altri, da Jane Jacobs che di quella rivista era redattrice e che con Bauer aveva avuto un proficuo scambio di opinioni, a volte anche divergenti.  

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Liberi di galleggiare

#bike sharing   #free floating

Il ruolo che i fiumi hanno avuto nella storia delle città è, a cominciare dalla loro fondazione, incommensurabilmente vasto. Per limitarci ad un epoca vicina alla nostra, quando i trasporti internazionali iniziarono e la produzione industriale cominciò a modificare il corpo delle città, i fiumi sono stati sia infrastruttura per la logistica che sistema di smaltimento delle acque reflue. Il caso del Tamigi è emblematico: da un lato “cuore di tenebra” dell’economia mercantile e dall’altro fogna a cielo aperto, che nell’estate del 1858 aveva reso impossibile l’attività del parlamento britannico per la terribile puzza emanata.

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L’immagine in evidenza è di michela barzi